… continua

Per fortuna Fabrizio Pederzoli ha inventato il Metodo P.I.T., così la prima fase di allenamento non diventa una sorpresa, ma … si c’è un ma, perchè il mio io sciagurato si è invaghito del TRX, così mi scodella nel programma, tra una seduta in spin e l’altra, una bella dose di esercizi che la beata compagnia di ciclismopassione ha battezzato Cyclostrong, senza contare le tirate di Top Weekend, che  tutti i fine settimana mi tengono inchiodato sul sellino per più di 90 minuti.

Arriva febbraio e comincio con le uscite. Ho il terrore che lo psoas torni ad infiammarsi, che la meteo mi tolga le indispensabili sedute di resilienza, che la mia convinzione venga meno, che Stefania possa soffrire queste mie idee più di quanto io possa capire.

Inesorabili i giorni trascorrono e la spinta del mio coinquilino esagerato non accenna a diminuire, pertanto mio malgrado, mi ritrovo immerso nel noioso compito di ricerca delle strutture per i pernottamenti. Per almeno 84 notti dovrò alloggiare tra b&b e rifugi. Non posso prenotare. Non ho un calendario statico. Sicuramente dovrò fare aggiustamenti e cambiamenti, ma suppongo di riuscire a prevedere una serie di date precise con un margine di otto giorni.

Stilo quindi una lista di luoghi per possibili soggiorni di una notte da Alà dei Sardi a Pontremoli. Per scaramanzia non vado oltre.
Il mio io baldanzoso proietta a sorpresa visioni di lunghe cavalcate su dorsali e altopiani, tra distese verdi e fiorite con un sole che non vuole mai tramontare.
L’altra faccia della medaglia cala sipari di temporali e venti impetuosi che mi ricacciano nelle valli appena salite.
L’ansia dell’incognita non riesce mai ad avere il sopravvento, ma mi procura una bella dose di tormentoni togliendomi anche un po di appetito.
“Grande” sento gridare tra le ossa parietali “finalmente si perde peso”.

Ed eccomi a Genova. Ho mancato la stazione di Porta Principe, scendendo dal treno alla successiva.
Pedalo tra le viuzze del centro e scopro una città che conoscevo solo per focacce, pesto e Acquario.
Per arrivare al Termial Traghetti chiedo informazioni ad un ciclista che mi sta superando. E’ equadoriano. Scambiandoci notizie personali varie e reciproche mi accompagna a destinazione.

Salgo  bordo. Per non perdermi mi chiudo in cabina e provo a dormire.
Domani si comincia: Delta Italia in mountain bike.